Vox: fatti le domande giuste

Quando comparve questo pezzo sul IlLibraio il mio primo pensiero non si discostò troppo da: ci siamo, il nuovo Hunger Games per pubblico adulto. Ammetto che distopia non è in genere capace di evocare in me grandi imprese o indimenticabili personaggi, come invece sembra accadere ai divoratori di Young Adult. Nemmeno il fatto che accanto a questo termine trovassero posto concetti come scienza, neurolinguistica, afasia … Continua a leggere Vox: fatti le domande giuste

Rivoglio il mio Mondo Piccolo

Io nella Bassa ci ho lasciato il cuore, fin da bambina. Tanto è vero che a Brescello ci ho trascinato ben due volte mio marito – la prima eravamo fidanzati e da lì, probabilmente, avrebbe dovuto capire molte cose. Per chi – e credo siano molti – non ha la minima idea di che cosa significhi questo preambolo, ecco la spiegazione chiarificatrice: la Bassa è … Continua a leggere Rivoglio il mio Mondo Piccolo

Becoming: storia di una voce inarrestabile

Io sono cresciuta con un padre disabile, in una casa troppo piccola, senza molti soldi, in un quartiere sull’orlo della decadenza; ma sono anche cresciuta circondata dall’amore e dalla musica in una città ricca di realtà diverse in un Paese dove l’istruzione ti può portare lontano. Finisce così, o forse inizia, la storia di Michelle Robinson. O Michelle Obama, come la conosciamo meglio tutti. Ho … Continua a leggere Becoming: storia di una voce inarrestabile

Wild – la solitudine come consolazione

Credo che in anni recenti “Wild” sia ciò che più si possa avvicinare per me a una narrazione di formazione. Orfana delle mie adorate serie televisive, da Beverly Hills a OC, passando per Gossip Girl, ho ripiegato la mia voglia di confrontarmi con le debolezze altrui su questo racconto in prima persona di una donna che, dopo aver perso la madre e aver vissuto una serie di penose vicende, decide di mollare tutto per percorrere parte del PCT, una versione americana e decisamente anni Novanta dell’europeo Cammino di Santiago, senza tutta la zavorra religiosa di mezzo. Continua a leggere “Wild – la solitudine come consolazione”

Il (maledetto) blocco dello scrittore

  Ormai è passato qualche anno, ma ricordo come fosse ieri l’esordio di una e-mail dedicata al reparto di un mio collega dal passato letterato. Le parole usate erano grossomodo: con la mia esperienza da giornalista, non ho paura di affrontare  una pagina bianca. Oggi come allora l’unico commento che mi viene in mente è: “beato lui”. Innanzitutto per l’essere entrato in possesso del tesserino da professionista (esperienza … Continua a leggere Il (maledetto) blocco dello scrittore