Vox: fatti le domande giuste

Quando comparve questo pezzo sul IlLibraio il mio primo pensiero non si discostò troppo da: ci siamo, il nuovo Hunger Games per pubblico adulto. Ammetto che distopia non è in genere capace di evocare in me grandi imprese o indimenticabili personaggi, come invece sembra accadere ai divoratori di Young Adult. Nemmeno il fatto che accanto a questo termine trovassero posto concetti come scienza, neurolinguistica, afasia … Continua a leggere Vox: fatti le domande giuste

Becoming: storia di una voce inarrestabile

Io sono cresciuta con un padre disabile, in una casa troppo piccola, senza molti soldi, in un quartiere sull’orlo della decadenza; ma sono anche cresciuta circondata dall’amore e dalla musica in una città ricca di realtà diverse in un Paese dove l’istruzione ti può portare lontano. Finisce così, o forse inizia, la storia di Michelle Robinson. O Michelle Obama, come la conosciamo meglio tutti. Ho … Continua a leggere Becoming: storia di una voce inarrestabile

Propositi per il 2019: boicottare il bilancio dei falliti

Nel pieno del successo degli influencer, dei self-made men, delle occasioni incredibili da prendere al volo e dei treni che non ripassano due volte, prendersi il proprio tempo non sembra una mossa alla moda, intelligente o lungimirante. Piuttosto, pare essere considerata da sfigati. Se a sedici anni non sei un prodigio in qualsiasi cosa, non farai mai successo. Se a venticinque non hai una laurea di … Continua a leggere Propositi per il 2019: boicottare il bilancio dei falliti

Quando la bilancia passa dai social

Infine, è successo anche a me. Un bel giorno ho aperto il mio profilo Facebook e tra le notifiche ho scorto quella che avrebbe dovuto rappresentare un cambiamento epocale per la mia esistenza: Y ti ha aggiunto al gruppo XXX. Il concetto sembrava inizialmente banale: riunione di donne mediamente giovani, drammaticamente normali e quindi alle prese con i classici problemi della quotidianità. Chili di troppo, … Continua a leggere Quando la bilancia passa dai social

Il (maledetto) blocco dello scrittore

  Ormai è passato qualche anno, ma ricordo come fosse ieri l’esordio di una e-mail dedicata al reparto di un mio collega dal passato letterato. Le parole usate erano grossomodo: con la mia esperienza da giornalista, non ho paura di affrontare  una pagina bianca. Oggi come allora l’unico commento che mi viene in mente è: “beato lui”. Innanzitutto per l’essere entrato in possesso del tesserino da professionista (esperienza … Continua a leggere Il (maledetto) blocco dello scrittore