L’inaspettato femminismo di Gennaio di Sangue

Non amo particolarmente il thriller, come genere. Ho tra i romanzi preferiti alcuni thriller, questo è vero, ma il genere non è di per sé una garanzia, nel mio caso. Li approccio guardinga, li leggo volentieri se dotati di trama veloce e costruita e soprattutto calati nella realtà, ma non ispirano a priori la mia ammirazione incondizionata.

Per questo quando mio padre mi ha passato Gennaio di Sangue di Alan Parks, ormai quasi un anno fa, non ho proprio corso per leggerlo. Ho recuperato in questi giorni, spinta dal ritrovato piacere per la lettura, divorando le pagine in qualche pomeriggio di nanna dei nani.

Pur apprezzando il realismo crudo e brutale delle descrizioni della polizia di Glasgow, qui calata in un’avventura anni Settata tra concerti di David Bowie e giri di prostituzione, fatico ad empatizzare con personaggi attratti da croniche spirali discendenti come l‘ispettore McCoy. Per questo, per le prime cento pagine ho pensato spesso di abbandonare.

Poi la storia mi ha presa, ed è finita che nella mia cronologia di Google c’è anche la ricerca del libro seguente. Un libro che comprerò, magari in febbraio, giusto per la curiosità di vedere come andranno le indagini, lasciate abilmente in sospeso dopo la risoluzione in extremis del caso oggetto del racconto; la classica porta destinata ad essere sfondata in caso di successo.

Particolare degno di nota, per un libro all’apparenza misogino e maschilista a specchio di tutti i suoi protagonisti maschili, è l’inserimento della studiosa Susan che, oltre a raccogliere materiale per la sua tesi di laurea, si fa portavoce dell’ancora attuale movimento femminista, che ricerca nella sua lotta la parità di genere.

Una partentesi forse un po’ forzata, sicuramente meno fluida rispetto all’altro tema in sottotesto e per gli anni “spinoso”, ovvero l’omosessualità, ma in qualche modo degna di menzione. Perché se anche nella stridente realtà scozzese di Glasgow riesce a far breccia una voce fuori dal coro, forse non tutto è perduto.

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