Ordinanze e diritto al sapere

Riparte il valzer delle ordinanze assurde.

Lombardia vieta tutti gli sport amatoriali (ok), gli eventi (ci sta), mette il coprifuoco (eh vabbè) e la DAD per gli adolescenti. Perché il problema sono loro, i ragazzi che si spostano per andare a scuola, che hanno l’obbligo morale di stare a casa per decongestionare il traffico negli orari di punta.

Non l’affollamento dei mezzi milanesi, dovuto per lo più a impiegati che vanno in ufficio e ai quali non è concesso/regolamentato lo smartworking, perché altrimenti la produttività crolla e “cosa posso sapere di quello che fai a casa mentre ti pago”.

Non i mezzi di trasporto stessi che, nonostante le promesse, non sono mai stati potenziati e non sono più da tempo contingentati.

Non i centri commerciali, che nel weekend sono pieni e per cui gli accessi contingentati sono utopia.Non gli studenti che, a parte alcune eccellenze, si prendono se va bene un paio di mattine a settimana di DAD.

Perché ovviamente, tra tutte le categorie presentate, gli unici che non monetizzano sono proprio loro, gli studenti.

Prossimi passi: chiudere parrucchieri ed estetisti (che hanno già uno dei regolamenti più stringenti d’Italia, hanno aperto per ultimi e anche per questo sono già all’osso per quanto già perso), chiudere del tutto le attività di svago e forse le scuole.

Obiettivo: salvaguardare la produttività industriale e i servizi per non andare in bancarotta, unica priorità di certi ragionamenti. Giusta eh, ma mica esclusiva.

Perché a ben guardare a nessuno interessa che i suddetti luoghi di lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi:
– non rispettino le distanze minime, soprattutto nel comparto produttivo, dove tante volte è necessario lavorare a stretto contatto per la natura stessa della mansione.
– non sembra abbiano mai avuto problemi di Covid tra i propri dipendenti.

Perché, ovviamente: com’è possibile che le scuole debbano essere chiuse, perché sono stati registrati meno dell’1% dei casi totali nazionali, ma da marzo ad adesso si possano facilmente contare le realtà che hanno preso provvedimenti di salvaguardia del proprio organico, per dipendenti postivi al Covid?

Continuiamo pure a dire che i bambini sono untori, che le scuole sono una piaga, che è molto meglio che le famiglie non rompano i coglioni.

La realtà è una sola: se siete d’accordo a tutelare solo il dovere di lavorare, se non vi ponete il dubbio che le misure di sicurezza poterebbero essere maggiormente inclini a salvaguardare la dignità dei singoli, se accettate tutto passivamente solo perché la paura che i decisori politici stacchino la spina alla parvenza di vita agiata che avete (e pagate con gli interessi), senza il minimo spirito critico nei confronti di queste convulse ordinanze dettate dalla paura, siete voi il prodotto stesso di un’educazione non andata a buon fine e per alleggerivi la coscienza, che ogni tanto suggerisce quanto tutto questo sia sbagliato, volete imporre la stessa sorte a un’intera, incolpevole, generazione.

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