L’altra faccia dell’amore distruttivo

Io e le piattaforme in streaming non andiamo molto d’accordo, per questo Netflix a casa mia è scomparsa da quasi un anno. Potrei dire che si trattava di un costo superfluo, che non avevo troppo tempo per guardare la tv, ma in realtà il problema è più romantico, banale e retrò: non riesco ad abituarmi al vedere quello che voglio quando voglio.

Se negli ultimi anni far collezione di serie tv è diventata una moda, quando ho iniziato ad approcciarle io – cioè circa in terza elementare, quando mia sorella mi fece scoprire Beverly Hills 90210 – si trattava di una passione da nascondere abilmente, pena l’azzeramento di qualsiasi status sociale. Questo brivido di segretezza mi ha fatta affezionare così tanto all’attesa settimanale, alle congetture e alla fidelizzazione, che le maratone notturne da venti episodi per volta proprio non fanno per me.

Passiamo oltre questo inutile aneddoto per parlare dell’argomento principe di questo post, il libro You di Caroline Kepnes. Libro che, se non avesse ispirato la serie Netflix con Penn Bedgley e quei deliziosi commenti sui social network da parte delle sue fan scatenate, ci saremmo tranquillamente persi. Dopotutto, vuoi che una delle autrici di Settimo Cielo sia in grado di scrivere un libro un minimo sensato sullo stalking? La risposta, inquietante quasi quanto il libraio Joe, è sì.

You è un libro che fa incazzare dalla prima all’ultima pagina. Inizialmente perché Joe è davvero fuori di testa. La prima persona con cui è narrata la vicenda ti scaraventa immediatamente nei suoi ragionamenti malati e perversi, regalando dalle prime righe un retrogusto di ansia misto a nausea alla lettura.

Poi le cose cambiano, in peggio. Perché Joe Goldberg è uno di quelli. Uno stalker, un omicida, un malato, uno psicopatico, un folle e un perverso. Ma affascinante. Caustico. Diretto. Manipolatore. Pericoloso.

La sua ossessione per la giovane scrittrice Beck è comprensibile nella sua follia, apprezzabile nella sua autenticità, disperata in quella che diventa una totalità. Come lui, anche lei è alla spasmodica ricerca di ciò che non riesce ad ottenere, disposta a pagare qualsiasi prezzo.

Il problema di You è proprio questo. Calato in una realtà superficiale e spesso caricaturale del mondo universitario contemporaneo, riesce però a insinuare nella mente del lettore il dubbio che Joe non sia poi così folle, che alla fine qualche buona ragione l’abbia anche lui, nonostante i palesi problemi che a mente fredda dovrebbero solo far scattare il ribrezzo nella mente di chiunque approcci anche solo per pochi istanti una figura come la sua. E non è questo, infondo, il lato pericoloso dell’amore distruttivo?

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