L’epico ritorno di Cormoran Strike

Quando ho letto che il nuovo libro di Robert Galbraith – aka JK Rowling – era in uscita, sono andata in fibrillazione. Dopo il deludentissimo ottavo capitolo di Harry Potter e le critiche abilmente evitate in merito alla sceneggiatura de I crimini di Grindelwald no spolier please, attendo con ansia la prossima settimana per mettermi in pari con il resto del mondo – sapevo di dover puntare tutto su questa nuova opera.

E rimanere delusa, ovviamente. A dispetto delle entusiastiche recensioni lette in ogni dove per il web, personalmente questo nuovo capitolo non trasuda quell’epicità tanto sbandierata. Anche se, comunque, non posso dire faccia schifo.

Ambientato sempre a Londra, nel cuore delle Olimpiadi del 2012, Bianco Letale fonde abilmente l’animo conservatore dei parlamentari anglosassoni, l’altezzosità dell’alta società e il volto più proletario e politico della città, tema che per letture passate ritengo molto caro al mio idolo J.

Come al solito la Rowling mette in gioco il suo immenso talento nel muovere una schiera infinita di personaggi, a partire dai due protagonisti e dal loro travagliato albero genealogico, con una coerenza e un’attenzione micidiale. Sia per la profondità raggiunta che, purtroppo, per la narrativa.

Bianco Letale con il passare dei capitoli diventa a tratti una cronostoria di nomi e fatti così difficile da districare da regalare pagine e pagine di spiegazioni rischiano di passare per superflue a discapito dell’azione, rendendo monotona la lettura. Un’abbondanza di particolari che mi rendo conto fosse inevitabile, strettamente necessaria allo sviluppo della trama.

L’unico modo per palleggiare la presunta colpa del ricatto/omicidio a cui il detective Strike e la sua assistente Robin sono chiamati a dare una spiegazione è infatti scavare a fondo nella vita di ognuno dei sospettati, anche quando vorresti francamente farne a meno.

Altra nota negativa riguarda [spoiler, spoiler, SPOILER!] il lato romantico della narrazione. Dopo 4 interi volumi, con i nostri eroi siamo al punto di partenza. Ora, sarà che nella cultura anglosassone Manzoni passa in secondo piano rispetto a Shakespeare, ma noi che ci siamo subiti I Promessi Sposi, con amori ostacolati da superflue peripezie abbiamo dato.

PS. Vogliamo poi parlare della punizione celeste per averlo acquistato online? Il libro mi è arrivato con la copertina stampata in maniera errata. Un vero e proprio monito per non tradire mai più la libreria di fiducia!

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