Il complicato rapporto con l’attualità

Il dibattito politico mi appassiona part-time. Per lo più, da un paio d’anni a questa parte, mi annoia. Non perché l’attualità non offra spunti per riflettere o buttarsi nella mischia, quanto per l’assoluta mancanza di nuovi argomenti.

Per questo, mi piace leggere altro. Notizie di costume, cronaca, spettacolo o cultura. Lo so, è triste. Non approfondire ciò che ci accade attorno equivale a dare sostegno a chi potenzialmente potrebbe peggiorare lo stato delle cose, o viceversa. Insomma, lasciare la scelta al caso.

Ovvio che io abbia le mie preferenze, ma non per questo escludo a priori il vaglio di altre campane. Succede così che Selvaggia Lucarelli diventi qualcosa di molto vicino per me ad un modello da seguire, un punto fermo in una lista di desideri che forse mai vedranno realizzazione.

Riesco a dirglielo pure a voce, a Selvaggia, una sera di luglio a Gallarate, mentre con entusiasmo mi appresto a farmi autografare il libro “Casi Umani” sbandierando ai quattro venti la mia aspirazione nel diventare scrittrice. Non un best seller il suo, per lo meno in senso contenutistico, ma di sicuro accompagnato da una presentazione godibile, ricca di spunti di riflessione circa la considerazione femminile.

Ho sempre rispettato il personaggio di Selvaggia, un po’ come rispetto il concetto imprenditoriale di Chiara Ferragni, pur non sopportando nemmeno una punta dei capelli biondi della Chiara (inter)nazionale.

Ho sempre letto con interesse gli interventi su Facebook di Selvaggia: ironici, pungenti, diretti ma con la giusta quantità di dettaglio. Concetti alle volte banali, accompagnati da uno stile fresco, frizzante, creativo e metaforico. Uno stile che invidio, così come ammiro la lotta al bullismo e la sua vicinanza a tante donne ai margini della comprensione della collettività: vittime di molestie, di stalking, di calunnie o di raggiri. Selvaggia si è sempre schierata a favore di chi, per mancanza di mezzi economici o mediatici, non ha abbastanza forza per far sentire la propria voce.

Così come ammiro la sua dedizione all’attualità, va anche ricordato che io e Selvaggia proprio non ci azzecchiamo quanto a preferenze politiche: potete tranquillamente definirmi una Radical Chic se la cosa può farvi comodo, anche se in realtà non ho ancora ben capito da che parte stare. Sicuramente, non da quella dei due partiti che oggi rappresentano la maggioranza.

Forse per queste premesse, la stima, la fiducia, la certezza di una “donna amica delle donne”, che questa polemica mi ha fatto molto male.

Chiariamoci, per me il libero pensiero è fondamentale, così come il confronto. Ma il tono mellifluo e insinuante della risposta riportata mi infastidisce. Mi ricorda quegli uomini che tanto spesso credono di conoscere una donna in quanto tale. Mi ricorda chi pretende di rimettere qualcuna al suo posto con poche, mirate parole. Indipendentemente dalla politica, la risposta è quanto di più basso e meschino si possa dire in un confronto ideologico, o spacciato come tale.

L’evoluzione più brutta di modello è quando ti accorgi che, essendo umano, è fallibile. Che può essere accecata dai propri ideali fino a negare le sue stesse battaglie. Perché stare dalla parte di tutte le donne, ricche e povere, dolci o arroganti, Cinque Stelle o Radical Chic, non è così semplice, nemmeno per pretendere un basilare rispetto. Ma scegliere di accettare sussurri e borse, in nome della politica, rende l’idea di quanta strada ci sia ancora da percorrere.

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5 pensieri su “Il complicato rapporto con l’attualità

  1. Tenendo conto che per me qualsiasi confronto deve essere privo di pregiudizi e preconcetti, soprattutto se pubblico, quanto sostenuto nei confronti della Boschi mi sembra:
    Arrogante
    Becero
    Calunnioso
    Denigrante
    Eccessivo
    Fazioso
    Generalista
    Ignobile
    Lesivo
    Macchinoso
    Naif
    Opinabile
    Qualunquista
    Raffazzonato
    Tendenzioso
    Urlante
    Vacuo
    Zelante
    … e ovviamente Sessista.
    Tutte cose di cui l’opinione pubblica mi sembra non abbia bisogno.

    1. Non conoscevo questo scambio Boschi – Di Battista.
      Leggendo gli screenshot da te postati, condivido il tuo giudizio. Anche se, per racimolare il campionario di aggettivi da te riportàti, avrei avuto bisogno di almeno 6-8 ore. :))

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