Di molestie, denunce e casi mediatici

In ordine cronologico, l’ultimo nome nostrano balzato alle cronache è quello di Fausto Brizzi. Il caso Weinstein sembra aver scoperchiato vasi e vasetti di Pandora, come un domino di cui probabilmente non vediamo ancora la fine.

L’opinione pubblica condanna unanime ora chi detiene il potere, ora chi ha subito in cambio di favori, ora l’ambiente patinato dello spettacolo. Dopotutto, da che mondo e mondo una donna deve darla per fare successo, vero?

Ecco, è questo che fa davvero paura. Non chi tenta di approfittarsene, individui che la storia annovera da sempre e che sospetto ci terranno compagnia ancora a lungo, e non solo nel mondo dello spettacolo; nemmeno il sistema dei valori di chi sta al gioco. Perchè denunciare non è sempre così facile, o immediato. C’è la paura, la vergogna, il senso di corresponsabilità… C’è la previsione di essere etichettati, con tutti gli aggettivi che tutti ormai conoscono più che bene. C’è il terrore di scontrarsi con una massa critica pari allo zero che non si ferma davanti a niente pur di far sentire il proprio peso nel dibattito.

Ad oggi non ho mai neanche lontanamente pensato di dover denunciare qualcuno per molestie. E mi sento fortunata. Ma, allo stesso modo, non mi sento di giudicare chi denuncia anche anni dopo averle subite, quelli che “ah però c’è stata e poi si lamenta”.
Perchè credo che nessuno possa giudicare senza essersi trovato nel mezzo, che ci siano azioni per cui non si riescano a vedere immediatamente le conseguenze ma che, se a distanza di anni resta ancora lì, incastrate tra pancia e gola, allora forse hanno segnato più di quanto si fosse disposti ad ammettere.

Quello che dovrebbe fare veramente paura a tutti, è la facilità con cui si esprimono i giudizi. Senza pensiero critico, senza possibilità di scampo.
Così è, perchè sicuramente ne ha avuto dei vantaggi. Perchè in questo modo ci pieghiamo sempre di più alle logiche malate di questo mondo, senza provare a cambiarlo.
Perchè così, quando la moda della denuncia passerà, quando sui giornali terrà banco il prossimo scandalo, tutto tornerà esattamente come prima. Ci saranno ancora i mostri e le ragazze facili, le scorciatoie e le porte chiuse in faccia, le lacrime e la delusione, la dignità calpestata.

Come se non fosse successo nulla.

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