Io, me e il #FertilityDay

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Scrivere #FertilityDay, significa aver già detto tutto,  o quasi.

Si sono rincorse parole e accuse, dagli incentivi alla maternità inesistenti all’ostracismo lavorativo per le donne tra i 20 e i 35 anni (dopo ricordiamolo, siamo pezzi da museo fuori mercato), passando per tutto l’ampio ventaglio della crisi dei valori che evidentemente questi messaggi vogliono farci riscoprire.

Partiamo dal mio preferito: La fertilità è un bene comune. Forse pensano che abbiamo dimenticato il referendum per l’acqua pubblica e che nessuno si accorgerà della similitudine, o forse intendono che per il bene dell’umanità dovremmo tutte darla di più. Per procreare, ovviamente. Estimatori dei momenti spensierati in simpatia, siete avvisati: se ingravidate una pseudo sconosciuta è per la sopravvivenza collettiva.

La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile. Costituzione minuscola, su questo non si discute. Confronto alla catechizzazione circa il miracolo della vita, chissenefrega del pezzo di carta. E chissenefrega anche se lo slogan è in controtendenza con il precedente. Non solo libertà su questi lidi…

Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi.  Eccoci al dunque, giovani. Voi che non siete bamboccioni, che avete un lavoro, che siete economicamente stabili, con una casa sicura e prospettive di carriera e di benessere. Siate creativi, almeno voi.  E che tutti gli altri non si preoccupino: non è che non siete creativi, è che tutto l’acume lo sprecate nel sopravvivere alle singole giornate.

La bellezza non ha età. La fertilità sì. Il cervello invece è un benefit opzionale, a quanto sembra. Tralasciando la polemica del “non è che tutte programmano il figlio, a volte semplicemente non arriva”, vorrei porre l’accento sul nuovo agghiacciante metro di giudizio della donna nella società: bella, giovane (e fin qui era storia) e fertile. La vittoria del movimento femminista e delle quote rosa.

Vorrei quasi dire che questo è tutto, ma purtroppo i soggetti proseguono oltre. Non così la mia volontà di commentarli. Anche se, devo ammetterlo, spero ancora che ci dicano che è tutto uno scherzo di pessimo gusto. Vi prego.

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