Il (maledetto) blocco dello scrittore

 

Ormai è passato qualche anno, ma ricordo come fosse ieri l’esordio di una e-mail dedicata al reparto di un mio collega dal passato letterato. Le parole usate erano grossomodo: con la mia esperienza da giornalista, non ho paura di affrontare  una pagina bianca.

Oggi come allora l’unico commento che mi viene in mente è: “beato lui”. Innanzitutto per l’essere entrato in possesso del tesserino da professionista (esperienza che proprio oggi mi è stato ricordato essere riservata a pochi e selezionatissimi eletti), successivamente per non aver mai provato l’odiosa sensazione di non saper come riempire di parole uno spazio che sembra dilatarsi all’infinito.

Il blocco dello scrittore è, nell’ordine: demotivante, avvilente e frustrante. L’avere in testa mille e più idee e non riuscire a concretizzarne nemmeno una, oppure portarle a termine  in modo mediocre, è l’incubo di ogni amante della scrittura, sia esso un romanziere, un cronista o un blogger.

La sensazione di sentirsi frenati nell’espressività, incapaci di comunicare al mondo in maniera soddisfacente il proprio pensiero, lascia lo sventurato come un guscio svuotato da ogni emozione. Un bel problema se hai passione per le parole, ma soprattutto se sono proprio i contenuti la tua arma maggiore nel mondo del lavoro.

Arrendersi? Mai. Il blocco dello scrittore è tante, cose, tra cui superabile. Come? Con pazienza, o perseveranza, o testardaggine. Semplicemente, senza arrendersi ed abbattersi quando il risultato non è all’altezza delle aspettative.

La svolta, l’idea geniale, è proprio dietro l’angolo. Aspetta solo di essere raggiunta.

 

E tu, come hai superato il tuo momento no?

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4 pensieri su “Il (maledetto) blocco dello scrittore

  1. Questo post è stato scritto da Francesca 2.0, e mi piace molto: davvero un ottimo inizio!
    Quanto al mio “consiglio”, ammesso che possa darne qualcuno, questo è “buttarsi”, e prima ancora lasciarsi contaminare: le idee migliori me le ha sempre date l’esperienza, abbinata al fatto di cercare di concentrarmi su un dettaglio, ma ripeto che è solo una tra le strade possibili 😉

    1. Come tante cose, il primo passo è ammettere di avere un problema (che suona molto come “Ciao, sono Francesca, e sono dieci giorni che non bevo” :)….. ) Poi, da quello, si ricostruisce. Mi piace Francesca 2.0, sono convinta che potrà rimettersi in gioco alla grande! 🙂 A presto Ale!

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