Il trauma dell’abbandono (tecnologico)

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INCREDULITÀ

L’improvviso malfunzionamento di un qualsiasi supporto tecnologico, qui esemplificato nel personal computer della sottoscritta, è solitamente seguito da una fase di incredula negazione. Non è possibile, oppure è uno scherzo, sono i primi pensieri che accompagnano la realtà di uno schermo con aperte venti finestre di lavoro improvvisamente nero. È d’obbligo la ricerca di cam nascoste nella stanza: sicuramente sarà solo una simpatica trovata di qualche buontempone, ansioso di avere tra le mani un video di genuino terrore con cui scalare le classifiche di Youtube, o un pesce d’Aprile sgradito e in anticipo.

RABBIA

Quando l’analisi del campo dimostra che la cam attiva più prossima è quella della vicina adolescente che tenta di registrare il suo personale video tutorial dedicato al trucco acqua-e-sapone-ma-con-qualcosa-in-più, motivata dalla convinzione che basti questo per diventare una star, ecco che il nervosismo arriva alle stelle. Devo essere online entro… adesso! è il chiodo fisso che si conficca sempre più nelle profondità della mente, preludio di una tragedia annunciata, soprattutto se il lavoro in scadenza era ben remunerato.

ACCONDISCENDENZA

Quando, all’ennesimo pugno, il pc non modifica la sua risposta, ecco che scatta il lato psicologo: con tono suadente e paroline dolci parte il convincimento del mezzo, che DEVE tornare operativo perché insieme DOBBIAMO finire il lavoro. Anche questo amorevole tentativo, inutile sottolinearlo, si rivela vano.

ACCETTAZIONE

Appurato che nessun miracolo ridarà la luce allo schermo e che, ammettiamolo, il funzionamento dell’hardware equivale all’incirca al miracolo della vita, bisogna convenire che è il momento di staccare tutto e chiamare l’assistenza. Ovviamente, il simpatico tecnico dall’altro capo del telefono non potrà che esordire con una lista completa di tutti i cataclismi che potrebbero essersi abbattuti sull’ignaro computer, sicuramente irreparabili e che senza nessuna possibilità d’appello metteranno in discussione il recupero di tutto lo storico dati di cui, contro ogni previsione sensata, non esiste un backup.

RINASCITA

Dopo una settimana di logorante attesa, vissuta come se il pc fosse un essere umano in un’operazione a cuore aperto, ecco partire la chiamata all’assistenza. Signora, la informiamo noi quando è pronto è la risposta annoiata alle ipocondriache richieste, ma alla fine ecco strappata la promessa di una rapida risoluzione del danno. Quando finalmente il pc è stato analizzato, ripulito, verificato e ritorna a far bella mostra di sé sulla scrivania, è come il Natale per un bambino: è il momento di tornare all’opera.

Cosa dite, è un’esagerazione?

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