Onnipresenza socialmediatica: quando è molesta?

L’eccesso di condivisione di contenuti da sempre rappresenta cruccio e meraviglia di chi si adopera a far diventare virali le proprie riflessioni. La domanda sorge spontanea: quando è troppo?

By Rayi Christian Wicaksono - fonte: www.unsplash.com
By Rayi Christian Wicaksono – fonte: http://www.unsplash.com

Gestire saggiamente la propria presenza sul web non è pratica né immediata né tantomeno scontata. Epic fail o contenuti inconsistenti rappresentano una quotidiana rete di salvataggio per chi ha fatto dell’amministrazione di profili social la propria professione. Tanto per capirci, ogni mattina un social-media-qualcosa si sveglia e sa che deve ringraziare persone come l’onorevole Gasparri se l’azienda che gli paga lo stipendio ritiene di spendere bene parte del proprio budget.

Avendo a che fare quotidianamente con il mondo del web marketing, alla vista di questi scivoloni socialdiplomatici mi trovo spesso a interrogarmi su quale sia il confine identificativo del superamento del livello di guardia. Quando cioè si arriva ad una saturazione della rete, dove ad ogni aggiornamento i propri contatti storcono il naso?

Caso pratico – Sempre più spesso la mia navigazione in Linkedin viene turbata da continue condivisioni ad opera di molesti individui, che in meno di due minuti riescono a pubblicare lo stesso contenuto in almeno dieci gruppi differenti, garantendosi oltre alla visibilità ricercata anche sonori improperi da parte di chi vede la propria homepage intasata con accenni di riflessioni identici e spesso superficiali. Una bulimia comunicativa fastidiosa, dannosa e per niente utile a chi si trova dalla parte del lettore.

La soluzione – Continuare ad interagire, ovviamente, selezionando preventivamente e accuratamente quello che si vuole dire. Pensare a che apporto può dare un contributo alla propria brand identity, veicolarlo in maniera corretta e pubblicizzarlo solo dove esso è davvero necessario non può che far bene alla propria immagine. Magari si otterranno cento visualizzazioni al proprio blog invece che mille, ma quei cento saranno quasi certamente davvero interessati all’argomento. Dopotutto dovrebbe essere questo l’importante, o sbaglio?

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