Quando l’acqua inizia a far paura

Continua l’allerta in tutta la Provincia di Varese per l’esondazione di laghi e fiumi. Scuole chiuse in diversi comuni, cittadini pronti a barricare abitazioni e occhi puntati alle previsioni meteo

Il Lungolago di Laveno (VA) invaso dal lago in crescita - fonte: www.varesenews.it
Il Lungolago di Laveno (VA) invaso dal lago in crescita – fonte: http://www.varesenews.it

Il luogo comune dice che quando la tragedia ti colpisce da vicino, è tutta un’altra storia. Non parliamo di morti (almeno, non ancora), di omicidi o violenze. L’emergenza strillata, abusata e stiracchiata, si chiama “maltempo”.

Non ho mai capito perché coloro che vengono colpiti da alluvioni o catastrofi naturali “annunciate” portino così tanto odio e rancore verso le istituzioni. Purtroppo o per fortuna, il più delle volte le catastrofi sono predette da vari e costanti segnali, soprattutto quando si tratta di finire sotto due metri d’acqua.

Scarsa presenza di autorità e controlli, interpretazione libera e fantasiosa delle norme che regolano l’edilizia civile e industriale o carenza di infrastrutture sono problemi noti e notabili. Per questo, forse, ora che vedo la mia casa, la mia provincia, i miei luoghi più cari iniziare a sprofondare sotto centimetri di lago in eccesso che continuano a crescere,  mi rendo conto che ogni lamentela è inutile.

La rabbia, l’indignazione, la voglia di rivalsa: tutto s’incanala nell’impotente sguardo verso quell’acqua apparentemente innocua che sale, si gonfia, porta a galla detriti insieme a vizi di istituzioni troppo permissive o troppo poco aiutate, fino all’ovvio punto di rottura.

Perché nel territorio di Varese si moltiplicano le situazioni critiche, ma vengono gestite. Perché sappiamo tutti dove i fiumi hanno problemi o quali laghi non reggeranno la piena. Perché le scuole a rischio erano già chiuse da questa mattina, e lo rimarranno fino alla fine dell’emergenza. Perché esiste l’ingestibile, e se siamo sfortunati capiterà, ma abbiamo anche strutture in grado di limitare il più possibile la disinformazione.

Le bombe d’acqua non esistono, o se ci sono non rappresentano una manifestazione improvvisa di collera divina, ma il lento sedimentarsi di errori e leggerezze che sfocia implacabile in un atto di forza, diverso dai nostri laghi che continuano a salire. Da cittadina di questa Provincia posso dire che i disagi ci sono e ci saranno, ma non possiamo dire che non siano stati annunciati e per lo meno monitorati.

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