Tutti pazzi per il lieto fine

Da qualche settimana è in onda su Rai 4 (per la prima volta in chiaro) la terza stagione di Once upon a time, esperimento che mischia realtà e favole con magistrale sapienza

Jennifer Morrison interpreta Emma Swan - fonte www.flickr.com
Jennifer Morrison interpreta Emma Swan – fonte http://www.flickr.com

C’era una volta, tanto tempo fa, un ramo dell’industria cinematografica dedicato ai sogni dei più piccoli. Senza troppe pretese o elevati budget, venivano messi in scena i capolavori della narrativa tramandati da generazioni.

Oggi la febbre da business ha raggiunto anche Disney & Co., eppure può capitare che vengano ultimati progetti capaci di approcciarsi ai grandi classici con cura e dedizione, pur non rinunciando ad un pizzico di creativa modernità.

È il caso di Once upon a time, serie prodotta dalla statunitense Abc con il patrocinio della stessa Disney, che raccoglie le redini narrative di un’altra controversa produzione non disneyana, Lost. Stilisticamente infatti sono molte le somiglianze che legano i due sceneggiati: il cast allargato, dove pur essendoci la divisione tra protagonisti e spalle tutti trovano il proprio spazio sulla scena, o l’uso marcato del flashback per richiamare le esperienze passate dei protagonisti, sono solo alcuni dei punti forti tramandati dall’Isola del Pacifico (se davvero lì si trovava) all’Isola che non c’è.

Non stupisce quindi ritrovare tra gli autori i nomi di Adam Horowitz e Edward Kitsis, a cui va lo straordinario merito di aver saputo lavorare a due progetti dai tratti simili ma dai risultati completamente diversi; pur prendendo ispirazione dalle ormai saccheggiate fiabe, Once upon a time riesce a stregare il pubblico con una trama serrata e un cast davvero superbo, senza sminuire le note credenze popolari.

Il cast della serie alla presentazione della quarta stagione - fonte: www.flickr.com
Il cast della serie alla presentazione della quarta stagione – fonte: http://www.flickr.com

Ogni personaggio trova un perfetto incastro in questa Foresta Incantata riadattata ai tempi moderni, ammaliando lo spettatore e creando un intreccio profondo dove bene e male finiscono per fondersi e confondere i confini lasciando presagire che, nella vita come in questa favola riscritta, il lieto fine debba essere costruito giorno per giorno, non atteso passivamente.

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