Lo shopping conquista Hollywood

Sophie Kinsella torna in libreria con l’ultima avventura di Becky Brandon, in trasferta dalla piovosa Londra alla scintillante Los Angeles

Sophie Kinsella - fonte: flickr.com
Sophie Kinsella – fonte: flickr.com

Tutti sanno quanto sia pericoloso addentrarsi nei meandri di una trama serializzata: dalle storiche soap opera ai più attuali telefilm o graphic novel, sono ben pochi quelli che sopravvivono all’invecchiamento dei personaggi e al diradarsi dei colpi di scena.

Una delle più recenti eccezioni alla regola è l’eroina dell’acquisto Becky Brandon (nata Bloomwood), creata dalla penna di una delle più note autrici inglesi di romanzi al femminile, Sophie Kinsella.

Chiariamo un punto: I love shopping non è un capolavoro della narrativa che sopravviverà nei secoli a venire. Tutti e sette i volumi che attualmente compongono la saga vanno a dipingere un mondo spesso frivolo e a tratti irreale, quasi costantemente sfumato con quel rosa tanto caro al gentil sesso.

Questo non significa però che la trama sia affetta da una costruzione scadente: l’attenzione per i personaggi, la cura degli intrecci, il ricco ecosistema di particolari rendono giustizia a una penna leggera, ironica, frizzante ed estremamente divertente. Con questo nuovo capitolo Sophie Kinsella regala pagine di spensieratezza costellate da spunti di riflessione più profonda, senza però mai scadere nella scontata morale da propinare ad ogni costo.

La protagonista Rebecca si destreggia nel suo nuovo universo con la classica ingenuità che da sempre la contraddistingue, compiendo errori di valutazione spesso ovvi e grossolani, ma che ricalcano appieno il sogno dentro a cui molti vorrebbero vivere.

Becky si ritrova così ad essere paladina inconsapevole di un senso di morale troppo spesso dimenticato, facendo sorridere (spesso proprio ridere) l’incantata lettrice che scivola tra le pagine desiderando sapere sempre di più, come di fronte a un romanzo del tutto inedito e non a una costruzione rodata.

Il punto debole? Certamente il finale, che segna un deciso stacco stilistico rispetto a quello a cui ci aveva abituato la Kinsella. Anche se, nonostante tutto, resta sempre un’ottima lettura per rilassare mente e cuore.

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